Salta al contenuto
  1. Home
  2. Guide
  3. Le tasse del secondo anno

Gestire

Le tasse del secondo anno: perché paghi il doppio

Il gradino che sorprende tutti al mese diciotto. Come funziona l'acconto, perché esiste, quando puoi ridurlo legittimamente e cosa fare se il giorno della scadenza i soldi non ci sono.

~15 min di lettura Aggiornata a settembre 2026 Livello base 8 capitoli

In breve

Capitolo 01 Il meccanismo in due righe

Il fisco italiano incassa in anticipo. Ogni 30 giugno versi due importi con lo stesso modello F24: il saldo, cioè quello che devi davvero sull'anno appena chiuso, e il primo acconto, cioè un anticipo su un'imposta dell'anno in corso che ancora non è stata calcolata. A fine novembre arriva il secondo acconto.

Giugnosaldo anno chiuso + 40% dell'acconto
Novembre60% dell'acconto
Anno dopogli acconti versati scontano il saldo

Il primo anno di attività non genera acconti, perché non c'è un anno precedente su cui calcolarli. Il secondo anno paga tutto insieme. Dal terzo in poi il sistema è a regime: il saldo è già coperto in gran parte dagli acconti versati, e resta da versare una differenza contenuta.

Capitolo 02 Perché l'acconto esiste

Un lavoratore dipendente versa le imposte ogni mese, trattenute in busta paga dal datore di lavoro. Un autonomo le verserebbe una volta l'anno, con un ritardo medio di dodici mesi rispetto al momento in cui produce il reddito. L'acconto serve ad allineare i due mondi, portando anche l'autonomo a versare durante l'anno in cui guadagna.

Sapere questo cambia il modo di viverlo. L'acconto è un anticipo sull'imposta dell'anno dopo: diventa un credito che userai al saldo successivo. Il problema è di cassa, e si risolve con l'accantonamento.

Il caso peggiore: l'anno del picco

Il gradino diventa doloroso quando il primo anno è andato molto bene e il secondo va peggio. L'acconto viene calcolato sui numeri dell'anno buono e si abbatte su un anno magro. È esattamente la situazione in cui il metodo previsionale del capitolo 5 serve, e in cui vale la pena parlarne con il commercialista prima di giugno.

Capitolo 03 Il conto in numeri

Prendiamo un caso concreto e frequente: un consulente in regime forfettario, coefficiente di redditività al 78%, primi cinque anni con imposta sostitutiva al 5%, iscritto alla gestione separata INPS. Nel primo anno incassa 40.000 €.

Esempio: primo e secondo anno a confronto
VoceAnno 1Anno 2 (stessi incassi)
Ricavi incassati40.000 €40.000 €
Reddito imponibile lordo (78%)31.200 €31.200 €
Contributi gestione separata dedotti-circa 8.100 €
Imponibile per l'imposta31.200 €circa 23.100 €
Imposta sostitutiva al 5%1.560 €circa 1.155 €
Versato il 30 giugno-1.560 € di saldo + 624 € di acconto
Versato il 30 novembre-936 € di secondo acconto
Totale imposte nell'anno0 €circa 3.120 €

L'imposta annuale è intorno ai 1.500 €, ma nel secondo anno ne escono dal conto circa 3.100. A questi vanno sommati i contributi previdenziali, che seguono un calendario e una regola di acconto propri e pesano molto di più dell'imposta: è la ragione per cui il conto reale del secondo anno spaventa anche chi aveva messo da parte per le tasse.

Esempio semplificato con cifre arrotondate, a scopo illustrativo. Coefficiente, aliquota contributiva e deducibilità dipendono dal tuo codice ATECO e dalla tua posizione: il conto va rifatto sui tuoi numeri.

Capitolo 04 Le soglie e le rate

Non tutti versano l'acconto in due rate. Le soglie sono queste, e valgono sia per l'IRPEF sia per l'imposta sostitutiva del forfettario.

  1. Sotto 51,65 € di imposta dell'anno precedenteNessun acconto dovuto. Verserai solo il saldo l'anno prossimo.
  2. Tra 51,65 € e 257,52 €Acconto in unica soluzione a fine novembre. A giugno versi solo il saldo.
  3. Da 257,52 € in suAcconto diviso in due rate: il 40% entro il 30 giugno insieme al saldo, il 60% entro il 30 novembre.

Il rinvio al 31 luglio

I versamenti di giugno si possono rimandare di trenta giorni pagando una maggiorazione dello 0,40%. Su 2.000 € sono otto euro: come costo del denaro è ragionevole, e a volte basta per far coincidere l'uscita con un incasso atteso. Come abitudine ricorrente segnala che l'accantonamento non sta funzionando.

Capitolo 05 Il metodo previsionale

L'acconto si può calcolare in due modi, e la scelta è tua.

Metodo storico e metodo previsionale
StoricoPrevisionale
Come si calcolaSull'imposta dell'anno precedenteSull'imposta che stimi per l'anno in corso
RischioNessunoSe la stima è troppo bassa, sanzione e interessi sulla differenza
Quando serveAnno stabile o in crescitaAnno in calo evidente, cessazione, cambio di regime
Chi lo firmaAutomaticoTu, con il commercialista che documenta la stima

Il previsionale è uno strumento legittimo e sottoutilizzato. Se hai perso il cliente che valeva metà del fatturato, versare un acconto calcolato sull'anno buono significa prestare denaro allo Stato per dodici mesi in un momento in cui la liquidità ti serve. La condizione è che la previsione sia fatta seriamente: la sanzione scatta solo se l'acconto versato risulta inferiore a quello che sarebbe stato dovuto sull'imposta effettiva dell'anno.

Novembre è il mese giusto per decidere

A fine novembre hai in mano undici mesi di dati reali e la seconda rata dell'acconto è ancora da versare. È il momento in cui il metodo previsionale si applica con il minimo rischio, perché la previsione è quasi un consuntivo. Fissare un confronto con il commercialista a metà novembre, ogni anno, è una delle poche abitudini fiscali che restituisce denaro.

Capitolo 06 Gli acconti dei contributi

I contributi previdenziali seguono una logica parallela e vanno considerati a parte, perché per la maggior parte delle partite IVA pesano più dell'imposta.

  • Gestione separata. Si versa il saldo sul reddito dell'anno chiuso più due acconti sull'anno in corso, commisurati al reddito precedente, con le stesse scadenze di giugno e novembre. È qui che si concentra il grosso dell'esborso di un professionista.
  • Artigiani e commercianti. Il minimale viene versato in quattro rate fisse distribuite nell'anno, indipendenti dal reddito. La parte eccedente il minimale segue invece il meccanismo di saldo e acconto insieme alle imposte.

La conseguenza pratica: guardare solo l'aliquota d'imposta per stimare il carico del secondo anno porta a sottostimarlo di parecchio. Il conto va fatto sulla somma di imposta e contributi.

Capitolo 07 Se i soldi non ci sono

Succede, soprattutto al secondo anno. Le opzioni esistono e hanno costi molto diversi tra loro: la variabile che conta è quanto in fretta agisci.

  1. RateizzareSaldo e primo acconto si possono rateizzare in rate mensili entro l'anno, con interessi contenuti. La scelta si esprime in dichiarazione e va decisa prima della scadenza. Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile.
  2. Rinviare al 31 luglioTrenta giorni in più con lo 0,40% di maggiorazione. Utile per far quadrare la cassa con un incasso atteso.
  3. Ravvedimento operosoSe la scadenza è già passata, versi tardi con una sanzione ridotta che cresce con il tempo trascorso: molto bassa nei primi quattordici giorni, crescente fino all'anno e oltre. Pagare con tre giorni di ritardo costa pochi euro.
  4. Aspettare la cartellaL'opzione peggiore: sanzione piena, interessi, aggio di riscossione e il rischio di misure cautelari. Non esiste una situazione in cui questa strada convenga.

La regola dei quattordici giorni

Il ravvedimento cosiddetto «sprint», nei primissimi giorni dopo la scadenza, ha un costo quasi simbolico. Se scopri il 2 luglio di aver dimenticato un F24, versa subito con sanzione e interessi calcolati: la pratica si chiude in una giornata e a un costo trascurabile. Il danno nasce dall'attesa.

Capitolo 08 Gli errori più comuni

  • Credere che l'acconto sia una tassa in più. È un anticipo che scontarai al saldo successivo. Il problema è di liquidità, e va affrontato come tale.
  • Accantonare solo per l'imposta. I contributi pesano spesso più dell'imposta, soprattutto per i forfettari al 5%. La percentuale da mettere da parte va calcolata sul totale.
  • Non usare mai il previsionale. In un anno di calo evidente il metodo storico immobilizza denaro che ti serve. È una scelta che va rivalutata ogni novembre.
  • Usare il previsionale con leggerezza. Ridurre l'acconto sperando che l'anno vada male è un modo per pagare sanzioni. La stima va documentata.
  • Decidere la rateizzazione dopo la scadenza. La scelta si esprime in dichiarazione: a scadenza passata resta solo il ravvedimento.
  • Aspettare giugno per fare i conti. A giugno si può solo pagare. Le decisioni che riducono il carico si prendono a novembre e a dicembre.

Checklist Prima del 30 giugno

Domande frequenti

Perché il secondo anno di partita IVA si paga il doppio?

Perché il 30 giugno si versano insieme il saldo dell'imposta dell'anno appena chiuso e il primo acconto su quella dell'anno in corso, e a fine novembre arriva il secondo acconto. Il primo anno non genera acconti, quindi tutto si concentra nel secondo. Dal terzo anno gli acconti già versati scontano il saldo e il carico si stabilizza.

Come si calcola l'acconto delle imposte?

Con il metodo storico l'acconto è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente, versato al 40% entro il 30 giugno e al 60% entro il 30 novembre. Sotto 257,52 € si versa in un'unica rata a novembre, sotto 51,65 € non è dovuto.

Posso pagare un acconto più basso?

Sì, con il metodo previsionale: calcoli l'acconto sull'imposta che stimi per l'anno in corso anziché su quella dell'anno precedente. Se la stima risulta troppo bassa rispetto all'imposta effettiva, si applicano sanzione e interessi sulla differenza, quindi la previsione va fatta con dati reali e documentata.

Si possono rateizzare saldo e acconto?

Il saldo e il primo acconto di giugno sono rateizzabili in rate mensili entro l'anno, con interessi contenuti; la scelta si esprime in dichiarazione e va fatta prima della scadenza. Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile.

Cosa succede se non pago in tempo?

Puoi usare il ravvedimento operoso: versi in ritardo con una sanzione ridotta che cresce con il tempo trascorso ed è quasi simbolica nei primi giorni. Aspettare la cartella esattoriale comporta sanzione piena, interessi e oneri di riscossione.

Gli acconti valgono anche per i contributi INPS?

Sì. La gestione separata prevede saldo e due acconti con le stesse scadenze delle imposte. Per artigiani e commercianti il minimale si versa in quattro rate fisse durante l'anno, mentre la parte eccedente segue il meccanismo di saldo e acconto.

Le tasse si pianificano a novembre

A giugno si può solo pagare. Se vuoi qualcuno che guardi i numeri con te quando le decisioni sono ancora aperte, quello è il mio lavoro. Mezz'ora di chiamata e ti mando l'analisi scritta della tua attività, gratis e tua da tenere.

Ricevi l'analisi

Fonti ufficiali

Guida divulgativa. Aliquote, minimali contributivi, soglie e termini di versamento cambiano ogni anno con la legge di bilancio e con i decreti attuativi, e negli ultimi anni le date di dichiarazione sono state spostate più volte. Ogni cifra e ogni data qui è indicativa a settembre 2026: conferma il calendario dell'anno in corso sul sito dell'Agenzia delle Entrate e con il tuo commercialista.

Continua