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Aprire un'attività in Italia: quale forma scegliere

Ditta individuale, SRL, SRLS, società di persone, startup innovativa. Cosa cambia davvero tra una e l'altra su costi, tasse, contributi e responsabilità, e come si arriva alla scelta senza affidarsi al sentito dire.

~17 min di lettura Aggiornata a settembre 2026 Livello base 9 capitoli

In breve

Capitolo 01 Le quattro domande che decidono

Chi arriva a questa domanda di solito la pone al contrario: sceglie prima la forma, spesso per sentito dire o per imitazione di qualcuno, e poi cerca conferme. Il percorso che funziona parte da quattro risposte, e la forma giuridica arriva in fondo come conseguenza.

  1. Sei da solo o siete in più?Con un socio le forme individuali escono automaticamente dal tavolo. Restano società di persone e società di capitali, e la scelta si sposta su quanto rischio volete separare.
  2. Che rischio corri verso terzi?Un consulente che sbaglia un consiglio e un'impresa edile che apre un cantiere hanno esposizioni diverse di due ordini di grandezza. Il rischio si misura sul danno peggiore plausibile.
  3. Che redditi ti aspetti nei primi tre anni?Sotto gli 85.000 € di ricavi il regime forfettario resta imbattibile. Sopra, e soprattutto molto sopra, il calcolo cambia e la società di capitali torna in gioco.
  4. Devi far entrare qualcuno nel capitale?Investitori, soci che entrano dopo, piani di incentivo per il team: tutto questo esiste solo dentro una società di capitali, e in forma agevolata dentro una startup innovativa.

La domanda che vale più delle altre tre

È la seconda. Costi e tasse si recuperano, un patrimonio personale aggredito da un creditore no. Se l'attività può generare danni a terzi, contenziosi seri o debiti verso fornitori molto più grandi di te, la separazione patrimoniale vale il costo della SRL anche con fatturati modesti. Negli altri casi il costo della SRL è un'assicurazione che stai pagando contro un rischio che non corri.

Capitolo 02 Le forme, in una tabella

Questa è la mappa completa di quello che puoi aprire in Italia. Le prime due righe coprono da sole la grande maggioranza dei casi reali.

Le forme giuridiche a confronto
FormaSociResponsabilitàTassazioneCosto di apertura
Ditta individuale
e libero professionista
Uno Illimitata, con tutto il patrimonio personale IRPEF progressiva, oppure forfettario al 15% (5% i primi cinque anni) Da 0 € a circa 400 €
SRL Uno o più Limitata al capitale conferito IRES 24% + IRAP, dividendi al 26% Circa 2.000-3.000 €
SRL semplificata Solo persone fisiche Limitata al capitale conferito Come la SRL Circa 600-1.000 €
SNC Due o più Illimitata e solidale per tutti i soci Per trasparenza: IRPEF in capo ai soci Circa 1.500-2.500 €
SAS Due o più, di due categorie Illimitata per gli accomandatari, limitata per gli accomandanti Per trasparenza: IRPEF in capo ai soci Circa 1.500-2.500 €
Startup innovativa Come la SRL Limitata al capitale conferito Come la SRL, con agevolazioni per chi investe Come la SRL
SpA Uno o più Limitata al capitale conferito IRES 24% + IRAP Oltre 5.000 €, più 50.000 € di capitale minimo

Cifre indicative a settembre 2026, comprensive di notaio, imposte e diritti dove previsti. Le aliquote e le soglie cambiano con la legge di bilancio: ogni numero qui va confermato per l'anno in cui apri.

Capitolo 03 La ditta individuale, e chi ci sta dentro

Sotto l'etichetta «ditta individuale» convivono due mondi che si aprono in modo diverso e pagano contributi diversi, e la confusione tra i due è all'origine di parecchi errori al primo anno.

  1. Il libero professionistaChi vende attività intellettuale: consulenti, sviluppatori, designer, traduttori, formatori. Apre con la sola dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate, senza Registro Imprese e senza SCIA. Contributi alla gestione separata INPS, o alla cassa dell'ordine dove esiste.
  2. L'impresa individualeChi svolge attività commerciale o artigiana: negozi, e-commerce, ristorazione, installatori, artigiani. Serve la SCIA al Comune, l'iscrizione al Registro Imprese e alla gestione INPS artigiani o commercianti, con contributi minimi dovuti a prescindere dal reddito.

Il contributo fisso è la differenza che sorprende

Il professionista in gestione separata versa una percentuale del reddito: guadagna poco, versa poco. L'artigiano e il commerciante versano un contributo minimo annuo di circa 4.000-4.600 € anche con reddito zero, più una percentuale sulla parte eccedente il minimale. Chi apre un'attività commerciale contando sui numeri del forfettario e dimentica questa voce si trova un buco di quattromila euro nel primo bilancio familiare.

Il regime forfettario è disponibile per entrambi sotto gli 85.000 € di ricavi, e resta il motivo principale per cui la ditta individuale è la porta d'ingresso più battuta: imposta sostitutiva al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività nuova, calcolata su una percentuale forfettaria dei ricavi anziché sui costi reali.

La guida completa

Coefficienti di redditività, codice ATECO, contributi, fattura elettronica, scadenze e un esempio di calcolo su 30.000 € di fatturato stanno nella guida dedicata: aprire la partita IVA.

Capitolo 04 La SRL e la SRLS

La società a responsabilità limitata crea un soggetto giuridico separato da te. Il patrimonio della società risponde dei debiti della società, il tuo resta fuori, salvo i casi in cui l'amministratore risponde in proprio per mala gestione o in cui hai firmato garanzie personali, cosa che le banche chiedono quasi sempre.

1 €capitale minimo di legge
10.000 €la soglia oltre la quale bastano i 25% in denaro
~2.500 €costo tipico di costituzione

Il capitale minimo di 1 € esiste sulla carta e non è una buona idea nella pratica: sotto i 10.000 € va versato interamente in denaro e la società deve accantonare a riserva legale un quinto degli utili finché non raggiunge quella soglia. Soprattutto, una società capitalizzata a mille euro è illeggibile per banche e fornitori.

La SRL semplificata abbatte il costo di ingresso: lo statuto è quello standard fissato per legge, l'onorario del notaio non è dovuto e restano solo imposte e diritti. In cambio lo statuto non si può personalizzare, i soci devono essere persone fisiche e il capitale deve stare sotto i 10.000 €. È una SRL a tutti gli effetti sul piano della responsabilità, e la strada giusta per chi ha poco capitale e una struttura societaria semplice.

Il costo che nessuno mette in preventivo

Aprire una SRL costa una volta, mantenerla costa ogni anno: contabilità ordinaria, bilancio da depositare, diritto camerale, eventuale revisore, e il commercialista a una tariffa che parte dove finisce quella di una partita IVA. Metti in conto 2.000-4.000 € l'anno di sola gestione, dovuti anche nell'anno in cui non fatturi. È questa cifra, molto più del costo del notaio, a decidere se la SRL è sostenibile per te adesso.

Sul piano fiscale la società paga IRES al 24% e IRAP sull'utile; quando i soldi passano dalla società a te lo fanno come compenso amministratore, che è deducibile per la società e tassato IRPEF su di te, o come dividendo, tassato al 26%. La convenienza rispetto all'IRPEF progressiva della ditta individuale si apre quando i redditi salgono e quando una parte degli utili resta dentro l'azienda a finanziare la crescita.

La guida completa

Capitale sociale, scelta tra SRL e SRLS, costi notarili, IRES e IRAP nel dettaglio e il conto reale della gestione annuale stanno nella guida dedicata: aprire una SRL.

Capitolo 05 SNC, SAS e impresa familiare

Le società di persone sono la via di mezzo storica: costano meno di una SRL, si costituiscono comunque dal notaio, e lasciano ai soci una responsabilità illimitata. Vengono nominate raramente a chi apre oggi, e vale la pena sapere quando hanno ancora un senso.

  • SNC. Tutti i soci rispondono in solido e senza limiti dei debiti sociali. Il reddito passa direttamente ai soci per trasparenza e viene tassato IRPEF in capo a loro, in proporzione alle quote, a prescindere dal fatto che i soldi siano stati prelevati davvero. Ha senso tra soci con piena fiducia reciproca e attività a rischio contenuto.
  • SAS. Distingue soci accomandatari, che amministrano e rispondono senza limiti, e soci accomandanti, che mettono capitale e rischiano solo quello ma non possono amministrare. È la forma classica per far entrare un finanziatore passivo senza arrivare alla società di capitali.
  • Impresa familiare. Giuridicamente resta una ditta individuale: i familiari che collaborano stabilmente ricevono una quota del reddito, entro il 49% del totale. Serve a distribuire il reddito su più persone e alleggerire la progressività IRPEF, e richiede un atto notarile per essere opponibile al fisco. Attenzione: nel regime forfettario questa ripartizione non è ammessa.

La logica per chi parte oggi: se accetti la responsabilità illimitata, la ditta individuale costa meno di una SNC e ti dà accesso al forfettario. Se non la accetti, vai direttamente alla SRL. Lo spazio in mezzo si è assottigliato molto.

Capitolo 06 La startup innovativa

«Startup innovativa» è una qualifica che si aggiunge a una società di capitali già costituita. Apri una SRL normale e chiedi l'iscrizione a una sezione speciale del Registro Imprese dichiarando certi requisiti: da lì derivano esenzioni camerali, deroghe al diritto societario e soprattutto detrazioni fiscali per chi investe nel tuo capitale.

La leva che conta davvero riguarda gli investitori: chi mette denaro nel capitale di una startup innovativa detrae il 30% dell'investimento, fino al 50% in regime de minimis. Il rischio percepito da un business angel scende di un terzo mentre il tuo capitale entra intero. Per un'attività che non prevede una raccolta, il pacchetto di agevolazioni resta marginale e i vincoli, a partire dal divieto di distribuire utili, pesano.

La guida completa

I requisiti generali, il requisito alternativo su tre, l'iscrizione alla sezione speciale e la conferma annuale stanno nella guida dedicata: startup innovativa.

Capitolo 07 Quanto costa aprire, a confronto

Il costo di apertura è la cifra su cui tutti si concentrano, ed è quasi sempre la meno importante. Ecco i due conti affiancati: quanto spendi il giorno uno e quanto spendi ogni anno per restare aperto.

Costo di apertura e costo annuo di mantenimento
FormaAperturaOgni annoCosa comprende il costo annuo
Professionista forfettario 0 € Circa 400-900 € Commercialista per una dichiarazione semplice, software di fatturazione, PEC e firma digitale
Impresa individuale Circa 200-400 € Circa 1.000-1.500 € Come sopra, più diritto annuale camerale e adempimenti dell'attività
SRL semplificata Circa 600-1.000 € Circa 2.000-3.500 € Contabilità ordinaria, bilancio, diritto camerale, adempimenti societari
SRL ordinaria Circa 2.000-3.000 € Circa 2.500-4.000 € Come la SRLS, con statuto su misura e assemblee più articolate

Guarda la terza colonna. La differenza di apertura tra una ditta individuale e una SRLS si recupera in un buon mese di lavoro; la differenza di mantenimento si ripresenta ogni dodici mesi, per tutta la vita dell'attività, anche nell'anno in cui le cose vanno male.

Capitolo 08 L'albero delle decisioni

Rispondi in ordine e fermati alla prima risposta che ti riguarda.

  1. L'attività può causare danni seri a terzi, o richiede debiti importanti verso fornitori e banche?→ SRL, dal primo giorno. La separazione patrimoniale è il motivo per cui esiste, e vale il costo annuo.
  2. Siete due o più soci che mettono capitale e lavoro?→ SRL, o SRLS se il capitale è sotto i 10.000 € e vi bastano le regole standard. Con più teste, avere quote, deleghe e uscite scritte in uno statuto evita la lite che oggi sembra impossibile.
  3. Cerchi investitori o vuoi assegnare quote al team?→ SRL, e valuta la qualifica di startup innovativa se hai un progetto tecnologico e i requisiti.
  4. Ti aspetti stabilmente ricavi sopra gli 85.000 € con costi reali alti?→ Fai fare il doppio conto al commercialista: forfettario, IRPEF ordinaria e SRL sui tuoi numeri veri. Sopra quella soglia il forfettario cade e l'equilibrio si sposta.
  5. Nessuna delle precedenti?→ Ditta individuale in regime forfettario. Apri in giorni, spendi quasi nulla, paghi il 5% per cinque anni e trasformi in società quando i numeri lo chiedono.

Trasformare dopo è normale

Il passaggio da ditta individuale a SRL si fa conferendo l'azienda nella nuova società: è un'operazione ordinaria, con un costo notarile e fiscale definito, che decine di migliaia di imprese fanno ogni anno. Sapere che la porta resta aperta toglie drammaticità alla scelta iniziale e permette di partire leggeri.

Capitolo 09 Gli errori più comuni

  • Aprire la SRL per apparire più solidi. Il cliente guarda il lavoro e le referenze. La sigla nella carta intestata non ha mai chiuso un contratto, e ti costa qualche migliaio di euro l'anno.
  • Scegliere il codice ATECO in fretta. Determina il coefficiente di redditività nel forfettario, la gestione previdenziale e gli obblighi autorizzativi. Un codice sbagliato si trascina per anni.
  • Dimenticare i contributi nel piano. Le tasse le calcolano tutti, i contributi quasi nessuno. Per artigiani e commercianti sono un costo fisso che parte prima del primo incasso.
  • Aprire prima di avere un cliente. La partita IVA si apre in un giorno. Aprirla sei mesi prima di fatturare significa sei mesi di contributi e adempimenti pagati per nulla.
  • Credere che la SRL protegga sempre. Gli amministratori rispondono in proprio per violazioni tributarie e mala gestione, e le banche chiedono fideiussioni personali. Lo scudo è reale verso i creditori commerciali, e lì si ferma.
  • Costituire una società con un socio al 50% e nient'altro scritto. Due quote uguali senza clausole di stallo o di uscita sono la premessa di una paralisi. Lo statuto serve esattamente a questo.

Checklist Prima di andare dal commercialista

Domande frequenti

Qual è la forma più economica per aprire un'attività?

La ditta individuale. Un professionista senza obbligo di iscrizione al Registro Imprese apre con la sola dichiarazione all'Agenzia delle Entrate e spende zero; un'attività commerciale o artigiana aggiunge SCIA, iscrizione camerale e diritto annuale, restando in genere sotto i 400 € il primo anno. Una SRL parte dalle migliaia di euro perché richiede il notaio.

Quando conviene la SRL invece della ditta individuale?

Quando c'è un rischio patrimoniale serio da separare, quando i soci sono più di uno, quando i redditi superano stabilmente le soglie del forfettario e la tassazione IRPEF progressiva diventa più pesante di IRES più dividendi, o quando serve una struttura che possa accogliere investitori.

Si può aprire un'attività senza partita IVA?

Per attività davvero sporadiche esiste la prestazione occasionale, che ha limiti stretti di importo e di continuità. Appena l'attività diventa abituale e organizzata la partita IVA è obbligatoria, a prescindere da quanto si fattura: la soglia dei 5.000 € riguarda solo i contributi.

Quanto tempo serve per aprire?

Una partita IVA da professionista si apre in giornata. Una ditta individuale con SCIA e iscrizione camerale richiede in genere una o due settimane. Una SRL dipende dall'agenda del notaio e dai depositi: dalle 72 ore delle costituzioni online a due o tre settimane per il percorso tradizionale.

Posso cambiare forma giuridica in seguito?

Sì. Il passaggio da ditta individuale a società si fa con il conferimento dell'azienda, e ha un costo fiscale e notarile ma è un'operazione ordinaria. Conviene partire leggeri e trasformare quando i numeri lo giustificano, salvo che ci sia da subito un rischio patrimoniale o più soci.

Serve un commercialista per aprire?

Per una partita IVA da professionista si può fare da soli, ma la scelta del codice ATECO, del regime e della gestione previdenziale ha effetti che durano anni. Per società di qualunque tipo il commercialista è di fatto indispensabile, e il notaio è obbligatorio.

La forma giuridica è l'ultima domanda

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Fonti ufficiali

Guida divulgativa. Aliquote, soglie, minimali contributivi e costi notarili cambiano ogni anno con la legge di bilancio e con le delibere camerali: ogni cifra qui è indicativa a settembre 2026 e va verificata per l'anno in cui apri, con un commercialista che veda i tuoi numeri.

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